mercoledì, 20 dicembre 2006

Falling in lo-ndon

Non ho tempo di disegnare, ma solo di digitare. Tre giorni di Londra sono bastati a farmi odiare la mia città, a non riuscire a sopportare chi mi sta attorno, a farmi ghignare contro chiunque mi passi troppo vicino. Passerà, è passato anche l'altra volta. Ma ogni volta che torno litigo col mio mondo. E pago caro il viaggio.
Col primo addirittura mi guadagnai un gran bel paio di corna da alce, glitter e resistenti, indossate con disinvoltura senza saperlo per un mesetto. Stavolta ho al mio attivo un bel sacchettone di astio da abbandono lavorativo, amicizie che sfumano negli sguardi abbassati.
Eppure domani, se potessi, ristarei lì, e poi di nuovo qui e ancora scapperei lì e così all'infinito, in un turbine di maraviglia e litigi.
Manco ancora di un'araba fenice, avrei voluto fare l'araba felice (cioè io, visti i dubbi che suscito a tutte le frontiere dei paesi membri), ma ora non mi sento molto felice... però, se mi aspettate ancora un pò, scrollerò le mie grosse ali dalle ceneri, e saranno cazzi amari!

estratto da: undiciperiodico alle 22:25 | link | commenti (12) |
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